INTERSECTIONS

Studio Cle
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INTERSECTIONS

Partendo dall’interesse che suscita fra i più piccoli uno strumento tecnologico come la macchina fotografica, lo studio Clè – studio psicomotorio funzionale e pedagogico clinico di Subbiano, ha ideato un laboratorio fotografico per bambini della scuola elementare e media. Al progetto, che ha dato vita a questa mostra, hanno partecipato tre bambini di 7, 9 e 12 anni con i quali abbiamo costruito esperienze volte ad agevolare lo sviluppo di abilità operative in campo fotografico attraverso uscite di gruppo nel territorio. Così i bambini hanno potuto fin da subito operare nel concreto, sentendosi liberi di scattare foto senza particolari regole spaziali da seguire né interferenze esterne. Con la macchina fotografica in mano hanno agito come fotografi, con le stesse capacità di rappresentare il mondo.

In un tempo in cui i ragazzi tendono a comunicare attraverso l’uso di linguaggi presi a prestito dalla tecnologia, intendevamo far loro scoprire un modo nuovo e diverso di raccontare storie, comunicare emozioni, trasmettere messaggi, suscitare ricordi e renderli maggiormente consapevoli della realtà che li circonda, dei propri modi di essere, delle proprie abilità e potenzialità. Un percorso nato per consentire ad ognuno di loro di disporre di un mezzo espressivo nuovo, di un diverso vocabolario con cui descrivere, comunicare e rappresentare la realtà.

Le fotografie, sono diventate così un mezzo per comunicare ed esprimersi, uno strumento facilitatore che ha consentito ai bambini di dar voce al proprio mondo interiore, molto spesso difficile da esprimere con la comunicazione verbale e con quella tecnologica virtuale legata a codici, sigle ed emoticon.

Attraverso lo sviluppo di competenze e abilità operative come la gestione degli spazi e dei soggetti all’interno dell’inquadratura, la giusta impugnatura, lo scatto, l’uso dello zoom, i bambini hanno potuto sperimentare la coordinazione oculo-manuale, l’inseguimento visivo, lo spazio topologico, la dissociazione dei movimenti, la lateralizzazione, la motricità fine, fondamentali anche per l’apprendimento e il potenziamento delle abilità scolastiche. Queste esperienze hanno permesso di allenare i tempi di attenzione e di attesa, sperimentando per tentativi ed errori “il dover star fermi” per consentire lo scatto, selezionare insieme il materiale, distinguendo tra foto mosse e nitide, favorendo così una relazione tra i partecipanti che utilizza come mediatore la macchina fotografica. La mostra contribuisce a rinforzare l’autostima e la funzione energetico-affettiva dei nostri piccoli fotografi attraverso la consapevolezza delle proprie capacità e potenzialità, lo sviluppo della creatività e la capacità di scelta.

Così in un pomeriggio piovoso ha avuto inizio questa avventura. La scelta di ripararsi nel sottopassaggio della stazione ferroviaria di Subbiano, un paese in provincia di Arezzo, è stata un’occasione particolare di scoperta, luogo capace di suscitare grandi emozioni, a tratti solitario e silenzioso a volte incrocio e incontro di persone diverse, luogo che parla attraverso le tracce di coloro che sono passati.

I bambini hanno fermato nei loro scatti alcuni di questi momenti, creando ognuno il proprio modo di rappresentarli, dando vita a… INTERSECTIONS.