EVENTI COLLATERALI

GLI OCCHI DI VIVIAN MAIER (I'm a camera)

08/12/2017 By  Roberto Carlone

“Gli occhi di Vivian Maier (I’m a camera)” è uno spettacolo denso di poesia sul caso più eclatante di fama postuma sulla fotografa franco-americana, la bambinaia dalla vita enigmatica che lasciò 150.000 fotografie la maggior parte delle quali mai sviluppate.Una storia di tempi sbagliati, un racconto sulla binomio fotografia-vita, sulla forza e sul mistero di una donna sola e forte che ha abbracciato il mondo catalogandolo e sull’onestà e l’essenzialità dell’arte. Roberto Carlone (fondatore della Banda Osiris) racconta per la prima volta in maniera inusuale ed innovativa attraverso una forma che unisce racconto, videmapping, fotografia e musica una storia carica di domande e di mistero attraverso quattro personaggi molto diversi tra loro (un edicolante, lo scopritore delle sue foto, un fotografo acuto e l’ombra di Vivian Maier) che accompagnano il racconto interpretati da un solo attore-musicista. Uno spettacolo che è anche una mostra ed una visita guidata nel mondo di Vivian Maier esplorandone soprattutto il lato di umanità, di poesia senzatralasciare domande profonde sull’arte e la fotografia, la gratutià del gesto fotografico e l’attenzione alla realtà del momento unico e prezioso legato allo scatto. Lo spettacolo debutterà al PhotoLux Festival di Lucca ed è già stato invitato al Festival Vivian Maier di Saint-Julien en Champsaur (Francia) e al Cultural Center di Chicago (Usa). Lo spettacolo si avvale di un team scientifico di collaboratori: Sara Munari (fotografa e insegnante di storia della fotografia), Jeffrey Goldstein (custode e studioso del patrimonio fotografico di Vivian Maier), Françoise Perron (Association Vivian Maier et le Champsaur). Regia Roberto Carlone- Caterina Cavallari. Una produzione Roberto Carlone.   >>> PER INFO E PRENOTAZIONI: 335 7987555 oppure vivianproduction@robertocarlone.it >>> SCONTO SOCI IMAGO: 10,00 euro >>> I biglietti prenotati dovranno essere ritirati entro 30 minuti dall'inizio dello spettacolo


INSTAMEET

10/12/2017 By  @igersarezzo & Imago

Instagram e fotografia sono ormai un binomio indissolubile: sempre più grandi fotografi attivano un proprio account per far conoscere i frutti del proprio lavoro; e sempre più appassionati usano Instagram per accrescere il proprio talento, magari cullando il sogno di diventare loro stessi grandi fotografi professionisti. Per questo motivo, Arezzo&Fotografia organizza anche quest'anno un Instameet, in occasione dell'esposizione fotografica "Vivian maier . Dans le miroir", mostra che inizierà venerdì 8 dicembre e terminerà domenica 7 gennaio 2018. Tutto questo, sotto la splendida cornice del centro storico aretino, adornato dalla Fiera antiquaria, dai mercatini natalizi, nonché dagli addobbi e dalle luminarie. A breve vi daremo informazioni più dettagliate. Vi aspettiamo numerosi!


Alla ricerca di Vivian Maier (proiezione film)

23/12/2017 30/12/2017 By  John Maloof | Charlie Siskel

Vivian Maier è misteriosa come tutte le persone comuni la cui vita non sembra destinata a finire in alcuna pagina di storia. Si sa che nasce a New York nel 1926, che nella giovinezza si divide tra la Francia e gli Stati Uniti, che il padre era andato via di casa nel 1939 e che lei, dopo aver lavorato in una fabbrica di New York, si trasferisce a Chicago e qui, per circa quarant'anni, vive facendo la babysitter. La gente la ricorda riservata, mentre andava a spasso per le strade della città con la sua Rolleiflex 6×6, facendo foto che non mostrava a nessuno. Parlando con alcune persone che l'hanno conosciuta, il giovane regista John Maloof ricostruisce il ritratto di una femminista, socialista, grande appassionata di cinema e soprattutto autodidatta. Tra i fotografi più sorprendenti del XX secolo, Vivian Maier occupa un posto d'onore, faticosamente conquistato dopo anni di anonimato, e grazie a una progressiva scoperta, lenta e entusiasmante, del suo inedito patrimonio iconografico. Volti, ombre e riflessi, scattati dalla fotografa lungo le strade dell'American Lifestyle, svelati da più di centomila negativi, finiti all'asta. Maloof li ha acquistati per quattrocento dollari. Un grande scoperta condivisa attraverso un blog e i profili social dedicati, e mostre che arriveranno anche in Italia.


Presentazione del libro:

06/01/2018 By  Cinzia Ghigliano

“Vivian era misteriosa. Portava camicie da uomo, imprecava in francese, conosceva a memoria tutti i racconti di O. Henry,camminava come un uccello. E così, come un trampoliere dalle lunghe gambe, ha attraversato il suo tempo fotografandolo.” Un diario. Il diario di Vivian Maier. Scritto non con la penna ma con la macchina fotografica, la sua inseparabile Rolleiflex. Sempre al collo, sempre sul cuore. Occhio speciale per ritrarre i bambini dei quali come tata si prendeva cura; le persone comuni incontrate per strada; i quartieri delle città a lei più care, New York e Chicago; i luoghi lontani meta dei suoi numerosi viaggi. E dietro ogni scatto -centocinquantamila negativi, e migliaia di pellicole non sviluppate- l’interesse per l’altro, gli altri. Cinzia Ghigliano:Cinzia Ghigliano è stata ed è tuttora una delle poche disegnatrici italiane di fumetti ed inizia la sua carriera nel 1976 sul mensile “Linus”. Nel 1978 ottiene al Salone Internazionale dei Comics di Lucca il prestigioso “Yellow Kid”, quale miglior autore italiano. Negli anni immediatamente successivi dà vita, con Marco Tomatis, a numerosi personaggi, come Isolina o Lea Martelli, primo esempio di fumetto seriale pubblicato su un settimanale femminile ad ampia tiratura. Nel 1984 nasce Solange, le cui avventure vengono pubblicate in numerosi paesi europei. Ulteriori esperienze la portano ad interessarsi di fumetto per ragazzi con la collaborazione a riviste come il “Corriere dei Piccoli” e “Snoopy”. Contemporaneamente si occupa di divulgazione a fumetti e collabora con varie industrie ed organizzazioni come la Montedison, il Touring Club Italiano, l’Ufficio Italiano del Parlamento Europeo, Slow Food. In questo campo ottiene nel 1986, con Luca Novelli, il premio “Andersen” per la divulgazione scientifica. Sue opere sono presenti nei musei del fumetto di Bruxelles, Angouleme e Lisbona. La crisi del fumetto d’autore la porta ad esplorare nuovi settori in cui agire e lavorare. Intensifica così l’attività di illustratrice, soprattutto nel campo dell’editoria per bambini e ragazzi, collaborando con le maggiori case editrici italiane ed ottenendo, tra l’altro, il premio “Gigante delle Langhe” nel 2004. Contemporaneamente continua a partecipare con successo a mostre collettive e personali in Italia e all’estero. Negli ultimi anni si è dedicata con successo alla pittura, allestendo mostre itineranti, esposte in varia città italiane dedicate all’interpretazione pittorica della Poesia . Una a Cesare Pavese (patrocinata dal Centro Studi Cesare Pavese di Santo Stefano Belbo) un’altra a quelle di Ignazio Buttitta, che, promossa dalla Regione Sicilia e dalla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Palermo, le è valsa il prestigioso premio “Caran D’Ache“ per l’Illustrazione nel 2003. La terza infine, è stata dedicata alle canzoni di Fabrizio De André. L’ultimo progetto portato a termine è stato la mostra “Tradurre con il colore “dedicata all’ “Antologia di Spoon River” di Edgar Lee Masters, interpretazione pittorica delle voci di quattro grandi traduttori: Cesare Pavese. Fernanda Pivano, Beppe Fenoglio e Fabrizio De Andrè. Nel catalogo di orecchio acerbo "Lei. Vivian Maier" (2016).