In una splendida cornice

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La manifestazione si svolge nella splendida cornice della città di Arezzo, con la sua architettura medioevale e rinascimentale ricca di storia e splendidi monumenti.

Storia della città
Arezzo è una città dalla millenaria stratificazione storica e artistica. Il suo territorio, alla confluenza di Valdarno, Valdichiana, Valtiberina e Casentino, possiede una  conformazione geografica che fu favorevole all'insediamento sin dalla Preistoria, come testimoniato da alcuni ritrovamenti risalenti all'età paleolitica (tra i quali il cosiddetto "uomo dell'Olmo").
Arezzo fu una delle più attive città del centro Italia anche in epoca etrusca – periodo cui appartiene il celebre bronzo della Chimera – , poi divenne influente presidio romano, e agli inizi del periodo imperiale la città, sotto l'influsso di intellettuali come Gaio Cilnio Mecenate, cui è intitolato il museo archeologico, si confermò uno dei centri più prosperi dell'Etruria.
In epoca medioevale e soprattutto come libero Comune riuscì a mantenere il suo prestigio territoriale, consolidandolo con l'apporto di abili personaggi politici quali Guglielmino Ubertini e Guido Tarlati. La città venne ad assumere una conformazione urbana somigliante a quella attuale e si arricchì di quelle opere dell'ingegno tuttora presenti in città, grazie alla presenza di artisti come Cimabue, Margaritone e Spinello Aretino. Con le lotte contro Firenze e la perdita dell'indipendenza nel secolo XIV, l'autonomia aretina in campo artistico e culturale venne meno e la città, più volte insorta in rivolte antifiorentine, visse sotto lo stretto controllo del capoluogo, che la governò introducendo i propri modelli culturali di stampo rinascimentale.
A partire dalla seconda metà del Cinquecento l'intera Toscana, e la bellicosa Arezzo in particolare, attraversò una fase di decadimento economico e culturale accompagnato da decremento demografico, invertitosi solamente nel Settecento, con le iniziative di Pietro Leopoldo di Lorena. Dopo la bonifica della Valdichiana del XVIII secolo e la ribellione antinapoleonica, Arezzo fu riconosciuta dal Granduca capoluogo di provincia. Nel 1860, seguendo le sorti del Granducato di Toscana, Arezzo entrò a fare parte del regno d'Italia.

  Leandro Ippolito VirginioPaolo Tonveronachi Lorenzo Sestini

Visita della città
Scrisse Giosuè Carducci "Basterebbe Arezzo alla gloria d'Italia", a sottolineare il ruolo di capofila intellettuale ricoperto dalla città nel corso dei secoli. Invero la terra di Arezzo, caratterizzatasi dall'antichità sino ai giorni nostri per una continuità nella produzione culturale e negli studi scientifici, è stata patria natale di insigni personalità rimaste nella storia. Tra costoro Mecenate, Guido Monaco, Masaccio, Leonardo Bruni, Piero della Francesca, Luca Signorelli, Michelangelo, Giorgio Vasari, Pietro Aretino, Francesco Redi, Vittorio Fossombroni, come celebra l'affresco novecentesco raffigurante gli "aretini illustri", dipinto da Adolfo De Carolis nella cosiddetta "Sala dei Grandi" del Palazzo della Provincia di Arezzo.
In ragione dei suoi trascorsi storici e artistici e dell'ottimo stato di conservazione del proprio centro storico nonché delle opere ivi contenute, visitare la città alta è un'esperienza affascinante e generosa di suggestioni, oltre che a misura d'uomo, vista l'estensione contenuta dell'area e il suo regime pedonale.
In questa area sommitale, racchiusa all'interno della cinta muraria medicea e distesa dal Duomo sino alla città nuova, si articola non a caso il percorso espositivo di Arezzo&Fotografia 2011, con l'intento di inserire una città ideale della fotografia all'interno di uno scenario urbano già di per sé ideale. Arezzo&Fotografia si integra perfettamente con un visita della città, completando un itinerario visivo fatto di scorci caratteristici e angoli pittoreschi. A piedi, addentrandosi tra vicoli e piazze, è possibile ammirare il patrimonio artistico aretino e contemporaneamente seguire tutti gli eventi e le esposizioni fotografiche in programma, trasformando una giornata ad Arezzo in un'occasione da ricordare.

Per le informazioni turistiche:
Centro di accoglienza turistica "Benvenuti ad Arezzo"
Piazza della Libertà, 1
tel. 0575 401595